Sia chiaro: in questa posizione poteva starci benissimo anche Dig Out Your Soul degli Oasis, ma visto che l'ho già recensito precedentemente, ho preferito ignorarlo beatamente.
Eccoci quindi alle prese con questo disco: Home, secondo album del giovanissimo e poliedrico artista Peter Broderick. La copertina presenta un incantevole scenario bucolico, e che sembra vagamente ricordare il mid-west americano
L'album è tutto un dolce scivolare di suoni, inciso in modalità multitraccia, che conferisce alla voce di Broderick un tono ancora più etereo. Nessuna ripiegatura rock, nessuna sbavatura, nessun distorto: tutto l'album è voce e rumori limpidi, che si alternano uno dopo l'altro.

Considerare questo disco un disco "chillout" sarebbe sbagliato. Questo è un disco folk acustico, con una candida anima ambient. Si struttura come un continuo crescendo, sorprendendo di brano in brano (imperdibile "Below it") e rivelandosi alla fine, soprattutto dopo numerosi ascolti, come un album davvero ottimo, che rivela numerosissime potenzialità inespresse.
Stiamone certi: di Peter Broderick sentiremo parlare ancora, e sicuramente molto bene.
Tracklist (in grassetto i brani da non perdere)
1. Games
2. And It's Alright
3. With The Notes in My Ears
4. Esbern Snares Gade 11, 2tv
5. Below It
6. Sickness, Bury
7. Not At Home
8. There And Here
9. Maps
10. Games Again
Voto finale (in decimi):
8********




